Referendum: temi importanti e cruciali per il Paese
Consideriamo positiva la decisione della Corte Costituzionale di ammettere i referendum sull’acqua pubblica e nucleare. Si tratta di temi importanti e cruciali per il futuro del nostro Paese e dei nostri territori. Continua a leggere 
L’acqua è un diritto. La privatizzazione ce la toglie, fermiamoli!
Torniamo in piazza per difenderci dalla privatizzazione di un bene primario come l’acqua. L’iniziativa che si svolgerà in molte città dell’Italia sabato 4 dicembre a Casale Monferrato è organizzata dal Comitato in difesa dell’acqua pubblica in Piazza Santo Stefano. Continua a leggere 
Referendum acqua: 1 milione di firme e tante anche a Casale
Sono oltre 1 milione le firme che sono state raccolte in Italia a favore dei referendum per l’acqua pubblica. Per dirle con le parole di Ugo Mattei, uno degli estensori dei quesiti referendari: “Nel nostro Paese nessun altro referendum ha raccolto tanto”.
Le parole di Ugo Mattei, che il Comitato per l’acqua pubblica di Casale, ha ospitato in un partecipato incontro la settimana scorsa, sono indicative di una raccolta firme capillare che anche nel nostro territorio ha avuto ottimi risultati.
Il Comitato per l’acqua pubblica di Casale si è costituito nelle settimane scorse raccogliendo l’adesione di molte associazioni (Circolo Amici del manifesto, Circolo Arci Pantagruel, Equazione, Monferrato Pulito, Auser Casale Monferrato, Circolo Verdeblu Legambiente, Slow Food Condotta del Monferrato casalese, Il Paniere, Cooperativa sociale SENAPE, Associazione culturale E. Berlinguer, Collettivo Teatrale ) ed è stato sostenuto da Sinistra Casalese (Sinistra Ecologia Libertà e Federazione della Sinistra).
A Casale sono state raccolte più di 600 firme in soli 4 giorni di presenza di banchetti del comitato.
“Questo dato – afferma Vittorio Giordano, a nome del Comitato e di Sinistra Casalese – conferma che il tema dell’acqua, della sua qualità e della sua gestione sono temi molto sentiti anche dai casalesi. Si tratta di questioni importantissime su cui non è possibile transigere, ora che l’obiettivo delle firme necessarie alla presentazione dei quesiti referendari è stato raggiunto continueremo a fare campagne di sensibilizzazione, perché l’attenzione su questo tema continui a essere tenuto alto”
Tra le iniziative volte a tenere alta l’attenzione sul tema acqua pubblica è anche l’ordine del giorno presentato da Fabio Lavagno, Consigliere di Sinistra Casalese, in cui si richiede la formulazione, all’interno dello Statuto Comunale che definisca il servizio idrico integrato quale servizio pubblico locale privo di rilevanza economica. Con tale operazione, il Comune di Casale Monferrato avrebbe potestà di decidere quale forma gestionale intende adottare per la gestione del servizio idrico in quanto servizio privo di rilevanza economica, principio riconosciuto dalla normativa vigente anche in ambito dell’Unione Europea.
“L’inserimento nello Statuto del Comune della formulazione che, nella sostanza, si basa sul riconoscimento che l’acqua è un bene comune naturale finito, indispensabile all’esistenza di tutti gli esseri viventi – spiega Fabio Lavagno – pone l’esigenza di tutelare il pubblico interesse allo svolgimento di un servizio essenziale, e considera il servizio idrico integrato come un servizio pubblico locale privo di rilevanza economica. Inoltre l’ordine del giorno tende a valorizzare e promuovere uso dell’acqua pubblica, proseguendo un percorso virtuoso iniziato già negli anni scorsi con l’introduzione dell’acqua in brocca nelle mense scolastiche di Casale.”
Ordine del Giorno per l’acqua pubblica
L’articolo 15 del D.L. 135/09, approvato definitivamente dalla Camera dei Deputati il 19 Novembre 2009, introduce alcune alla precedente normativa e muove passi ancora più decisi verso la privatizzazione dei servizi idrici e degli altri servizi pubblici locali, prevedendo l’obbligo di affidare la gestione dei servizi pubblici a rilevanza economica a favore di imprenditori o di società in qualunque forma costituite individuati mediante procedure competitive ad evidenza pubblica o, in alternativa a società a partecipazione mista pubblica e privata con capitale privato non inferiore al 40%.
Tale provvedimento sottrarrà ai cittadini ed alla sovranità delle Regioni e dei Comuni l’acqua potabile di rubinetto, il bene più prezioso, per consegnarlo, a partire dal 2011, agli interessi delle grandi multinazionali e farne un nuovo business per i privati.
Su queste basi è partita un’ ampia mobilitazione di associazioni e forze politiche, che hanno promosso una campagna per la raccolta di firme e la presentazione di quesiti referendari a difesa dell’acqua pubblica.
Anche a Casale la mobilitazione sostenuta in primis da Sinistra Casalese ha avuto ampio riscontro e partecipazione.
Parallelamente al percorso referendario Fabio Lavagno, Consigliere di Sinistra Casalese, promuove, attraverso la presentazione di un ordine del giorno, la formulazione, all’interno dello Statuto Comunale che definisca il servizio idrico integrato quale servizio pubblico locale privo di rilevanza economica. Con tale operazione, il Comune di Casale Monferrato avrebbe potestà di decidere quale forma gestionale intende adottare per la gestione del servizio idrico in quanto servizio privo di rilevanza economica, principio riconosciuto dalla normativa vigente anche in ambito dell’Unione Europea.
“L’inserimento nello Statuto del Comune della formulazione che, nella sostanza, si basa sul riconoscimento che l’acqua è un bene comune naturale finito, indispensabile all’esistenza di tutti gli esseri viventi – spiega Fabio Lavagno – pone l’esigenza di tutelare il pubblico interesse allo svolgimento di un servizio essenziale, e considera il servizio idrico integrato come un servizio pubblico locale privo di rilevanza economica. Inoltre l’ordine del giorno tende a valorizzare e promuovere uso dell’acqua pubblica, proseguendo un percorso virtuoso iniziato già negli anni scorsi con l’introduzione dell’acqua in brocca nelle mense scolastiche di Casale.”
Comitato difesa a difesa dell’acqua pubblica di Casale
Il Comitato a difesa dell’acqua pubblica di Casale che si è costituito nelle settimane scorse ed organizza martedì 15 giugno presso il salone Tartara una sera di informazione sulle ragioni della difesa dell’acqua come bene pubblico.
Alla serata interverrà Ugo Mattei, professore di Diritto civile presso l’Università di Torino, tra gli estensori dei tre quesiti referendari sui quali si stanno, con straordinario successo, raccogliendo le firme ormai da settimane.
Fanno parte del Comitato per la difesa dell’acqua pubblica fanno parte: Circolo Amici del manifesto, Circolo Arci Pantagruel, Equazione, Monferrato Pulito, Auser Casale Monferrato, Circolo Verdeblu Legambiente, Slow Food Condotta del Monferrato casalese, Il Paniere, Cooperativa sociale SENAPE, Associazione culturale E. Berlinguer, Collettivo Teatrale ed è sostenuto da Sinistra Casalese
Raccolta firme per l’acqua pubblica
E’ partita il 24 aprile la raccolta di firme per i tre referendum per la difesa dell’acqua pubblica, raccolta promossa dal Forum nazionale dei movimenti per l’acqua pubblica.
Ho sempre espresso la mia contrarietà alla privatizzazione dell’acqua che va difeso come bene comune, pertanto sostengo la raccolta firme per i tre quesiti referendari e sabato pomeriggio sarò in Piazza Mazzini presso il presidio di Sinistra Casalese, per garantire come Consigliere Comunale l’autentica delle firme.
Negli anni scorsi come Assessore alla Pubblica Istruzione avevo promosso l’introduzione dell’acqua in brocca nelle mense delle scuole di Casale e nel periodo in cui ho ricoperto la carica di Vice-Presidente dell’A.T.O. del servizio idrico integrato mi ero opposto ai continui tentativi di minare la qualità del servizio sottraendolo al pubblico.
Eco cosa propongono i tre referendum.
Il referendum n.1 intende abolire la norma che impone la privatizzazione dei servizi pubblici locali (art. 23bis Legge 133 del 2008
Il referendum n.2 chiede l’abolizione della norma che favorisce la gestione privata delle risorse idriche (art. 150 Decr. leg. 152 del 2006)
Il referendum n.3 sostiene l’abolizione della norma che permette ai gestori privati di fare profitti sull’acqua, con l’applicazione di tariffe che consentono una remunerazione minima del 7% del loro investimento (art. 154 del Decr. leg. 152 del 2006).
L’acqua è un diritto umano universale e un bene comune da conservare per le future generazioni, non una merce da consegnare in mano ai privati.








